Il sale: attenzione a non eccedere

Buona parte della popolazione consuma in media 10-15 g di sale (cloruro di sodio) al giorno, quantità molto superiore a quella necessaria al nostro organismo, che è inferiore a 6 g al dì.

Spesso la difficoltà a ridurre il sale nella dieta è dovuta a un problema di gusto e in tal caso basterebbe rieducare il proprio gusto ed educare correttamente fin dall’inizio quello del bambino.
In natura il sodio è presente in quasi tutti gli alimenti, ma in genere in quantità contenute.
Pertanto elevate quantità di sodio si trovano in molti cibi trasformati, preconfezionati e conservati.
Un eccessivo consumo di sale potrebbe favorire l’ipertensione e rappresenta un fattore di rischio per le malattie cardiocircolatorie e il tumore dello stomaco.
Ridurre la quantità di sale che si consuma giornalmente può risultare più semplice se lo si fa gradualmente, in modo da fare man mano abituare il palato.

Consigli:
– Limitare l’uso del sale aggiunto durante la cottura;
– Limitare l’uso del sale che si aggiunge a tavola;
– Limitare l’uso di condimenti preparati ricchi di sodio come salse, etc.;
– Preferire erbe e spezie aromatiche per insaporire i cibi;
– Nell’uso di prodotti trasformati, ridurre il consumo di quelli molto salati, come cibi in salamoia o
sotto sale, alcuni insaccati e formaggi, snack salati, etc.

A proposito del sale iodato…
In Italia, come in altri paesi europei, per prevenire e combattere la carenza di iodio e l’insorgere del gozzo, le Autorità Sanitarie promuovono l’uso di sale da tavola iodato, ovvero un normale sale a cui è stato aggiunto iodio, e che va consumato comunque con moderazione, come sopra indicato, per condire e cucinare, in sostituzione e non in aggiunta a quello normale.